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Autismo e cani da assistenza

Il 2 Aprile si celebra la giornata mondiale per la sensibilizzazione all’autismo. Scopriamo il ruolo dei cani da assistenza che affiancano le persone affette da questo disturbo.

Oggi 2 aprile 2021 è celebrata la giornata mondiale dell’autismo, istituita dall’ONU nel 2007 e ha l’intento di riunire tutte le organizzazioni che si occupano di autismo per una collaborazione verso la ricerca, diagnosi, trattamento e sensibilizzazione per le persone affette da tali disturbi.

Che cos’è l’autismo

I disturbi dello spettro autistico interferiscono con le relazioni sociali. Le persone affette da autismo, infatti, assumono comportamenti insoliti con le persone, hanno interessi limitati e spesso hanno delle routine abbastanza rigide e non sono portati ad amare i cambiamenti. Possono manifestare dei comportamenti aggressivi o autolesionistici. Esistono diversi gradi di autismo e diversa è la manifestazione dei sintomi. 

Solitamente chi è affetto da autismo ha un quoziente intellettivo più basso e necessiterà di un aiuto anche in età adulta.

In alcune situazioni alla persona affetta da autismo può essere affiancato un cane da assistenza.

Chi sono i cani da assistenza

I cani da assistenza sono dei cani che hanno affrontato un addestramento specifico della durata di circa 2 anni, al termine del quale vengono inseriti in famiglie in cui vivono persone affette da differenti patologie. 

I cani da assistenza vivono quotidianamente con il loro utente e, in base al loro addestramento, possono aiutarlo a vivere una vita il più normale possibile.

Esistono diversi tipi di cani da assistenza, in base alle diverse disabilità a cui si affiancano. I più conosciuti sono i cani guida per persone non vedenti, ma i compiti dei cani da assistenza sono molteplici, ad esempio ci sono i cani per non udenti, cani da allerta diabete, e molti altri.

Inoltre i cani da assistenza hanno il diritto di seguire il loro utente in ogni luogo o situazione.

I cani da assistenza e l’autismo

Anche agli utenti affetti da autismo può essere affiancato un cane da assistenza. Anzi i cani, molte volte, riescono ad aprire canali di comunicazione non concessi alle persone. Vengono percepiti come esseri non giudicanti, e con le persone affette da autismo sono in grado di instaurare un rapporto privilegiato.

Un cane da assistenza per persone affette da autismo svolge due compiti principali, quello di mediare e vigilare sul loro utente; infatti le persone affette da tali disturbi non hanno la percezione del pericolo e possono compiere scelte sbagliate o pericolose. Per questo un cane da assistenza è addestrato a guidare il suo utente nel traffico, attraversando spazi con ostacoli e persone, aiutando ad attraversare la strada. Possono essere addestrati anche a compiere azioni di utilità quotidiana, come aprire le porte in caso di bisogno. Sono anche in grado di aiutare il loro utente a interrompere, o prevenire, attacchi di autolesionismo o di aggressività.

Il loro compito non è però esaurito. Infatti sono anche degli ottimi mediatori sociali. Sono cioè in grado di rendere la vita degli utenti più ricca di esperienze. Per un utente affetto da autismo il cane rappresenta un punto fermo, insieme hanno qualcosa di molto speciale da raccontare. 

Per gli utenti dotati di alta funzionalità il cane è in grado di accrescere la loro autostima, tramite l’apprendimento di nuovi comandi.

Come il cane entra in famiglia

Non tutti i cani sono adatti a diventare cani da assistenza, e non tutte le famiglie sono adatte per ospitarne uno. Sono poche le famiglie che vedono soddisfatta la loro richiesta, sia perché sono molti pochi i cani che ogni anno vengono addestrati, sia perché spesso la famiglia non ha compreso appieno il significato di adottare un cane da servizio. 

Per quanto riguarda il cane adatto non è una questione di razza, anche se alcune razze hanno un maggior numero di soggetti adatti, ad esempio il Golden Retriever, ma di possedere le caratteristiche e le doti più adatte a svolgere quel compito. È importante poi instaurare una buona relazione tra la famiglia e il cane da assistenza. Il cane infatti non sarà impegnato nel lavoro 24 ore al giorno. Per mantenerli in salute è fondamentale che abbiano adeguati momenti di svago e gioco. Tramite queste attività, inoltre si rinsalda il rapporto, e questo porta il cane a svolgere il suo compito con risultati eccellenti.

Cani da Pet therapy 

Esiste poi una diversa categoria di cani, i cosiddetti cani coterapeuti. I cani impiegati nei noti IAA (Interventi Assistiti con gli Animali). Questi lavorano all’interno di equipe e sono condotti da un coadiutore del cane, una figura specializzata nella gestione del cane sui setting IAA, e spesso coincide con il loro proprietario. Operano in diversi campi e con diverse finalità. Alcuni di quesiti interventi sono delle vere e proprie terapie di supporto, alla cui base si trova il rapporto tra uomo e animale. Obiettivo di tutti questi interventi è il benessere dell’utente. 

Questi cani sono impiegati nei setting solo poche ore alla settimana, finito il loro compito conducono una vita normale a fianco dei loro proprietari, spesso sono anche impegnati nello sport.

I cani da assistenza seguono un addestramento lungo due anni; prevede la socializzazione, l’apprendimento di comandi specifici e l’affiatamento con il suo utente.

Il compito dei cani da assistenza è differente da quello dei cani che svolgono IAA.

Ecco alcuni dei diversi tipi di cani da assistenza:

  • Cani per ipovedenti: sono addestrati a condurre nel traffico i loro utenti, evitando i pericoli ed aggirando gli ostacoli.
  • Cani per non udenti: sono addestrati a segnalare un rumore, accompagnano il loro utente verso la fonte del rumore.
  • Cani da allerta diabete: tramite l’olfatto sono in grado di segnalare le variazioni della glicemia nel sangue. Possono essere addestrati anche a portare in caso di necessità l’astuccio con il kit d’insulina.
  • Cani per disabili motori: sono addestrati a svolgere compiti, anche complessi, per facilitare la vita del loro utente.
  • Cani per soccorso epilettico: sono addestrati a chiedere aiuto e a mettere in sicurezza il loro utente durante una crisi. In alcuni casi sono in grado di segnalare l’arrivo di una crisi, ma non si è ancora capito come facciano, pertanto non è possibile addestrarli a tale scopo.

Link utili:

https://www.un.org/en/observances/autism-day (pagina dell’ONU per la giornata)

https://www.associazioneilcollaredoro.it/chi-siamo-2/ (associazione collare d’oro).

 

a cura di Valeria Tedesco