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Perdere un cane: quando il lutto è doloroso come perdere un familiare

Chi ha un cane lo sa: nel nostro cuore, Fido è uno di famiglia. Tanto tempo vissuto insieme, tante avventure e scoperte reciproche, la quotidianità che ci lega, insieme ai piccoli e grandi cambiamenti che avvengono nelle nostre vite. E lui, il cane, sempre lì al nostro fianco, una presenza discreta e costante, che, giorno dopo giorno, diventa irrinunciabile. Nessun proprietario riesce a immaginare una vita senza il proprio amico a quattrozampe e, quando purtroppo arriva l’ora di salutarlo, elaborare questa perdita sembra quasi impossibile.
Un vero e proprio lutto, lo conferma anche la scienza, difficile da superare quanto e più della morte di una persona cara. Lo studio pubblicato sull’Official Journal of the Human Behavior and Evolution Study conferma, infatti, quello che già sapevamo: la vita senza Fido è difficile da accettare per la tutta la famiglia. Ma perché succede questo? Perché non riusciamo ad affrontare serenamente la morte di un cane?
A interrogativi come questo risponde la ricerca, che mette in luce cinque diverse cause, dalle convenzioni sociali al senso di colpa al legame chimico che si crea con il nostro cane, responsabili di rendere poco sopportabile la separazione da lui.
Legame chimico e non solo emotivo, infatti, ma vissuto da un punto di vista ormonale in maniera molto simile a quello che instauriamo con altri esseri umani. Il cervello li elabora in maniera simile e ci permette di creare rapporti profondi con i nostri amici a quattrozampe. Proprio per questo, le convenzioni sociali che non ci permettono di esprimere liberamente il nostro cordoglio per la perdita di Fido, come faremmo per un familiare, hanno un’influenza negativa sull’elaborazione del lutto: nella nostra società, non sempre è ben tollerato un attaccamento particolare a un animale domestico e questo ci vincola sia sul piano emotivo sia su quello espressivo della nostra sofferenza.

I ricordi e la quotidianità che vengono a mancare sono la parte più concreta dell’assenza di Fido e diventano gli elementi che ci riportano costantemente alla sua perdita: non ci sono più giochi da fare insieme, non dobbiamo più preoccuparci di preparargli la pappa né di portarlo a fare una bella passeggiata al parco. Un vuoto che diventa “fisico”, insomma, e che non ci permette di andare avanti come vorremmo.
Presenza che diventa assenza, coccole che non ci sono più, solitudine e senso di vuoto sono quello che resta dopo di lui. E chi vive con un cane sa quanto quello sguardo dolce e pieno d’amore, che ci rivolge anche nei momenti più banali, sia in grado di portare conforto e gioia e di rasserenarci quando le cose non vanno come vorremmo.
A chiudere, ci accompagna spesso anche il senso di colpa se abbiamo dovuto scegliere per la vita del nostro amico a quattrozampe. Anche se spesso è inevitabile e la scelta è obbligata da patologie gravi e invalidanti che negano al nostro cane una qualità di vita accettabile, decidere per lui quando è il momento di dirsi addio è emotivamente inaccettabile.
Pur non scoprendo nulla di nuovo, questo studio pone l’accento sul lato scientifico del nostro legame con Fido: un altro piccolo tassello per capire meglio e approfondire le basi della relazione con il cane, che vive al nostro fianco da moltissimo tempo, ma che conosciamo ancora così poco.