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Il Golden Retriever secondo Mr Wolf

 

Tutti conoscono il Golden Retriever, se provate a dirmi di no, non vi credo. Non solo perché è il cugino frikkettone e capellone del cucciolo della famosa pubblicità della carta igienica, ma perché i numeri parlano chiaro. Da talmente tanto tempo che mi verrebbe da dire “da sempre” il Golden è tra le prime 5 razze per diffusione in Italia, almeno stando ai numeri ENCI e considerando quanto sia una razza appetibile per gli immancabili “cagnari” (perché ovviamente senza pedigree non c’è modo di stimare un numero esatto) immagino sia ancora più rappresentata.

Direte voi “allora sarà per forza un cane favoloso!”, a questo punto faccio una confessione: a me i Golden stanno sullo stomaco…

Che poi, poverini, la colpa non è la loro, ma del “prototipo di proprietario di Golden”, che di solito lo rende un disadattato e lo gestisce malissimo. Cercherò di spiegare perché.

 

Il Golden Retriever è il cane giusto per te?

Il Golden Retriever è un cane da lavoro. Punto. Qualsiasi considerazione a riguardo che non parta da questo assunto di base, parte monca e purtroppo la quasi totalità delle adozioni di Golden non tiene conto di questo dato fondamentale. Prendiamo in considerazione la sua storia: tanto per cominciare anche io l’ho definito “cugino” del Labrador (quello della pubblicità), ma in realtà in comune ha solo il fatto che entrambi sono retriever (e non sono gli unici 2, anche se inspiegabilmente nessuno si fila gli altri). Già questo ci dovrebbe dare qualche suggerimento utile e magari farci riconsiderare la nostra scelta di accogliere un Golden nelle nostre vite, se non fa per noi. I retriever sono cani da riporto, quindi selezionati per un lavoro specifico ed hanno pure una forte vocazione per l’acqua! Questo vuol dire che vorranno “riportare” qualsiasi cosa e giocare con voi per tutta la vita, non solo quando sono cuccioli e pucciosi. Dovete essere pronti a sostenere il volume di attività che solo può rendere felice un Golden. Siete pigri? Niente Golden. Non avete spazi verdi e non vi va di portarlo chissà dove in auto? Niente Golden. Vi piace per quel pelo dorato e serico? Se non siete pronti a lavarlo dopo che si sarà buttato in una bella pozzanghera, indovinate un pò: NIENTE GOLDEN!

Già così potremmo fare una bella scrematura e ridimensionare il numero di acquisti di Golden in italia, perché io tutti questi proprietari super dinamici, pronti a mettersi le calosce per il fango e giocare col cane e magari portarlo a fare un’attività adatta ad un Golden (mica per forza la caccia o il retrieving sportivo, hanno voglia di fare e potete divertirvici quasi in tutto), onestamente non li conosco.

D’altronde il Golden Retriever è stato selezionato già verso la fine dell’800 (anche se la razza verrà riconosciuta nel 1913 e prendere il nome attuale nel 1920) da Lord Tweedmouth e non certo perché fosse un “cane per le famiglie”, ma l’instancabile compagno dei cacciatori.

E allora come si spiega la così ampia diffusione? Secondo me il carattere del Golden è la causa della “moda” che lo rende il “perfetto cane per i bambini”, ma di conseguenza anche l’origine della maledizione per questi cani. Lo standard lo prevede “docile, intelligente, disposto per natura al lavoro“ e su questo nulla da obiettare, ma tra le righe non c’è scritto che allora lo si può usare al posto dei peluche per i bambini di casa o che la sua massima aspirazione sia fare da pallina antistress per noi che torniamo a casa stanchi dal lavoro e l’unica cosa che vogliamo fare è coccolarlo. 

 

Un cane docile ma…

Andiamo per step: “Docile”. Il Golden è tendenzialmente un cane che apprezza le coccole e dal carattere prosociale. Di solito morirebbe per una carezza dei membri della famiglia e questo, combinato con la “bocca morbida” lo ha trasformato nella vulgata popolare nel cane babysitter. Ci sono almeno due “però” in questa considerazione. Primo i Golden spesso sono molto fragili come carattere. Patiscono magari in silenzio e non si ribellano come farebbero altri cani, ma questo non vuol dire che siano di gomma. Secondo “bocca morbida” non vuol dire che non abbiamo i denti… Il termine è legato al lavoro che si supponga debbano svolgere, in parole povere che anche riportando la selvaggina non la danneggino stringendo troppo. Però la bocca la usano e come se la usano! Quindi se il bimbo di casa corre come un forsennato o gli propone tutto il tempo la lotta, non ci stupiamo se poi il nostro Golden lo ciuccia come un calippo; avrà anche la bocca morbida, ma i denti potrebbero sentirsi sulla pelle del bambino, anche solo se stanno giocando.

Lasciamo poi perdere il fatto che qualsiasi cosa lasciate in giro diventi il sostituto del dummy per un Golden. Se non sai cosa è un dummy, non ti preoccupare, vale il discorso di prima: NIENTE GOLDEN.

 


Intelligente e disposto per natura al lavoro

“Intelligente”. Intelligente dice. Oddio, non escludo che esistano anche Golden intelligenti, però di certo la maggior parte di quelli che incontro per strada sembrano tutt’altro. Anche qui, chiariamo che ne conosco di favolosi, ma io mi riferisco ai mille che incontro ogni giorno in città. Come sempre, ancora, la colpa non è certo della genetica del Golden, ma di un contorto meccanismo mentale che scatta in buona parte dei proprietari di questi biondi svampiti: “ho il cane buono (perchè il fatto che sia tale è una delle principali ragioni per cui si sceglie un Golden) e quindi non dovrò insegnargli nulla ne tanto meno imparare a gestirlo in alcun modo”. Quindi vedi Golden che scorrazzano liberamente dove non sarebbe consentito e che magari si gettano tra le fauci di un tirannosauro il cui proprietario attento teneva al guinzaglio; proprietari che lanciano palline in ogni dove fregandosene della presenza di altri cani che potrebbero essere interessati alla stessa o trovarsi sulla traiettoria del bolide dorato; e come non menzionare la golosità dei Golden, motivo per cui il tipico proprietario degli stessi ha sempre in tasca qualche biscottino o prelibatezza che poi distribuisce al proprio cane ed a tutti i suoi “amichetti del parco” manco stesse dando il pane alle papere del laghetto, ignaro delle conseguenze (speriamo non cliniche, visto che esistono allergie ed intolleranze) e magari sorpreso se un “cane cattivo” scatena una zuffa. Si effettivamente non è il Golden a mancare di intelligenza, ma molti dei proprietari. Merito raddoppiato per tutti quelli che pur avendone uno, lo trattano come qualsiasi altro cane e magari si impegnano ad educarlo e magari a farlo lavorare.

“Disposto per natura al lavoro”. Torniamo all’inizio, più che disposto, il Golden desidera il lavoro come io bramo la pizza dopo una settimana di dieta. Fateli lavorare, fateli stancare e tutti i migliaia di Golden presenti in Italia diventeranno davvero cani felici

Cerchiamo quindi di capire per chi davvero il Golden è il cane giusto. Se sei una persona attiva e che desidera un compagno di giochi, se ti piace stare all’aria aperta e sei felice anche alla vista del tuo cane che scodinzolante si butta in una polla di fango, se rispetterai la sua docilità e delicatezza senza approfittartene.

Comprane uno di peluche se pensi che sia “elegante” (l’apparenza inganna…), se hai intenzione di fargli fare il punchingball al posto tuo quando ti vengono a trovare i nipotini, se sei geloso della carta igienica ed in generale delle tue cose, quella parte della pubblicità è vera, correrà per casa portando tutto in giro.

 

Sergio “mr. Wolf”
Istruttore Cinofilo

 

Si ringrazia l’associazione Io cammino con Fido Onlus per le fotografie a corredo dell’articolo

I cani nelle fotografie sono Golden Retriever, alcuni di loro sono ancora in cerca di adozione.
Se vuoi adottare un cane del’associazione  contatta Io cammino con Fido