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Educare un cucciolo: serve coerenza

Uno degli ostacoli principali che incontriamo quando dobbiamo educare un cucciolo è la sua dolcezza. Siamo portati a lasciar correre molte delle azioni sbagliate del nostro nuovo compagno un po’ perché veniamo conquistati dal suo sguardo tenero e un po’ perché, finché è piccolo, i danni che può causare sono limitati. Purtroppo i comportamenti che vengono acquisiti nei primi mesi di vita sono poi più difficili da modificare, ed è per questo che dovremmo sforzarci di insegnargli fin da subito quello che può e non può fare.

Il caso più classico è quello del morso. Quando il cucciolo usa i denti su di noi per giocare, riesce al massimo a pungerci e graffiarci. Fare la lotta con lui è divertente, ma se non stabiliamo fin da subito delle regole non avrà modo di capire che deve trattenersi e, una volta diventato adulto, questo atteggiamento potrebbe risultare problematico. Non serve naturalmente punirlo: è sufficiente fare in modo che, fin dai primi mesi, percepisca che i propri morsi ci fanno male. Emettiamo un verso acuto quando morde, spostiamoci, facciamo un gesto di stop e diamogli invece un giocattolo apposito su cui possa affondare i denti. Come per tutti i comportamenti educativi, serve però coerenza. Se lasciamo che ogni tanto il cucciolo giochi a morderci, non possiamo aspettarci che capisca quando invece non deve farlo, per esempio quando si rapporta con i bambini o quando i denti iniziano a crescere.

Situazioni apparentemente diverse

cuccioloUn errore tipico che viene commesso nell’educazione del cane è quello di pensare che possa distinguere tra situazioni analoghe e comportarsi in modo diverso. Se gli permettiamo di saltarci addosso quando ha le zampe pulite e noi siamo vestiti male, non possiamo aspettarci che non lo faccia quando ha camminato nel fango oppure se indossiamo abiti eleganti: per lui la situazione è identica. Se decidiamo di concedergli la facoltà di mettersi su due zampe appoggiandosi a noi, dobbiamo farlo con la consapevolezza che capiterà anche quando non vorremmo. Inoltre, se è abituato a farlo con gli adulti potrebbe ripetere l’azione anche con i bambini, con il rischio di farli cadere. Possiamo piuttosto insegnare al cane a saltarci addosso solo a comando, quindi quando diamo noi l’autorizzazione: questo non ci garantisce che non lo farà in altre situazioni, ma con un po’ di lavoro possiamo fargli capire che è un’azione concessa solo su nostra richiesta.

Consiglio: se vogliamo che il cane non prenda l’abitudine di saltarci addosso, per esempio se abbiamo bambini in casa, scoraggiamo sempre questo gesto. Dobbiamo spostarci immediatamente, in modo che il salto vada a vuoto, dare un segnale di stop e accompagnare il movimento con un secco “no”. Ovviamente, affinché questo funzioni, non dovremo mai fare eccezioni.

Il discorso della coerenza si applica molto più spesso di quanto immaginiamo ed è comune vedere una persona che sgrida il proprio cane perché sta compiendo un’azione, che normalmente gli viene concessa, in un contesto leggermente diverso. Per quanto intelligente possa essere il nostro amico a quattro zampe, non potrà mai arrivare a cogliere quelle sfumature che per noi sono evidenti, come un vestito costoso, un tappeto pulito o un ambiente che richiede silenzio assoluto.