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Coprifuoco alle 22: cosa cambia nella vita del cane?

Tutti noi sappiamo quanto i nostri amici siano abitudinari nella loro vita. Per questo, quando cambiamo gli orari delle pappe o delle uscite o riduciamo drasticamente le passeggiate, dobbiamo pensare che per loro non è semplice adattarsi, soprattutto perché non possiamo spiegargli i motivi dei cambiamenti che stimo adottando. 

Purtroppo come a marzo anche ora, soprattutto chi vive in città e non ha prati o giardini di fronte a casa, ci troviamo di fronte a un periodo difficile, per alcune regioni più difficile che in altre, ma una cosa ci accomuna: il coprifuoco delle ore 22.00. Anche se molti sono convinti che i cani possano comunque uscire durante il coprifuoco, non è stata ancora chiarita ufficialmente questa questione e, alla luce dei fatti, per il momento i cani non possono scendere per i bisognini serali durante il coprifuoco. 

Cambiamo gli orari delle passeggiate

Per chi già era abituato a fare l’ultima uscita verso quest’ora non cambierà nulla, ma chi invece scendeva a mezzanotte o più tardi potrebbe avere qualche problema in più. Per aiutare i nostri amici noi consigliamo di anticipare l’uscita mattutina per quanto possibile: in questo modo soprattutto i cani anziani o incontinenti soffriranno meno il cambio di orario. Conseguentemente dobbiamo riorganizzare diversamente anche le uscite giornaliere, anticipandole o inserendo un’uscita aggiuntiva, in modo da permettere al nostro amico di espletare i propri bisogni nel modo più naturale possibile. 

Traversina sì o traversina no

Noi sconsigliamo di utilizzare le traversine in casa, a meno che non sia strettamente necessario come nel caso di cuccioli, cani anziani o cani con patologie. Se abitiamo in città e malauguratamente siamo in quarantena e non abbiamo modo di far scendere il cane, possiamo provare a utilizzare Petzolla, un’alternativa più naturale rispetto alla classica traversina sintetica. Si tratta infatti di una zolla di prato vero inserita in un contenitore di plastica che raccoglie facilmente i liquidi e che permette al nostro amico almeno di annusare l’erba. Non è come andare in passeggiata, ne tanto meno un sostituto di quest’ultima, ma in caso di estrema necessità può esserci di aiuto. 

I professionisti della passeggiata

Ricordiamoci che, per garantire le uscite dei nostri animali in quarantena, possiamo sempre contattare un dog sitter che ci aiuterà nella gestione del nostro amico. Durante il primo lockdown molte associazioni si sono mobilitate per aiutare chi era in difficoltà e non poteva uscire di casa per garantire la salute degli animali domestici. I cani, come già sappiamo, non trasmettono il virus e questo rende la gestione da parte di un estraneo al gruppo famigliare più semplice e fattibile.