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A Vicenza il cane al ristorante paga il coperto!

Quante volte abbiamo cercato di portare il cane al ristorante per goderci un pranzetto in sua compagnia? Ebbene, in provincia di Vicenza un ristorante ha deciso di far pagare il coperto anche ai nostri amici a quattro zampe. No, non è il caso di insorgere, c’è un ragionamento interessante dietro questa scelta. Partiamo con i fatti: il ristorante è ad Albettone e dall’inizio del mese ha deciso di introdurre un “coperto” aggiuntivo per ciascun cane che entri nel ristorante in compagnia di clienti paganti (che quindi consumano un pasto). Il coperto ha un costo di 2 euro e comprende, oltre all’accoglienza e al diritto sacrosanto di stare in compagnia dei proprietari (che rimangono responsabili del comportamento dell’animale) una ciotola per l’acqua oltre a eventuali operazioni di pulizia e disinfezione dopo che il cane avrà lasciato. A pensarci bene, si tratta di un servizio doveroso (pulire e disinfettare) perché comunque stiamo parlando di un locale adibito al consumo di pietanze da parte di esseri umani e, così come la pulizia dei tavoli e delle stoviglie richiede un lavoro al personale, così accade anche per la pulizia “non ordinaria” del pavimento o dei giardino o veranda. Questa deve essere attuata dopo il soggiorno di un animale ma, fino a tempo fa non era prevista e nemmeno conteggiata, pur richiedendo un certo quantitativo di “lavoro”. La scelta, che ha fatto discutere, va detto, da parte dei due proprietari del ristorante permette loro di accogliere senza alcuna remora qualunque cane, senza alcun problema, permettendo però al ristorante di ammortizzare eventuali servizi richiesti dal cliente a quattro zampe.

Interpellati  sulla decisione, infatti, i due proprietari hanno dichiarato di non voler attuare alcun tipo di discriminazione e che gli animali sono sempre stati i benvenuti nel loro ristorante. La presenza di questi ospiti con la coda, però, richiede qualche attenzione in più da parte del personale, tanto che il cane diventa un cliente a tutti gli effetti e allora hanno pensato di “quantificare” il servizio che viene offerto.